- Regione Lazio: (direzioneambiente@pec.regione.lazio.it)
- Provincia di Latina Settore Ecologia e Ambiente: (ufficio.protocollo@pec.provincia.latina.it)
- ArpaLazio Latina: (sededilatina@arpalazio.legalmailpa.it)
- AcquaLatina: (acqualatina@pec.acqualatina.it)
P.C. Sindaco Comune Formia: (protocollo@pec.cittadiformia.it) Sindaco Comune Gaeta: (protocollo@pec.comune.gaeta.lt.it) Sindaco Comune Minturno: (minturno@legalmail.it)
Sindaco Comune Itri: (comune.itri@postecert.it)
Sindaco Comune Spigno Saturnia: (comune.spignosaturnia@pec.it)
Sindaco Comune Santi Cosma e Damiano:(protocollo@pec.comune.santicosmaedamiano.lt.it) Sindaco Comune Castelforte: (protocollocastelforte@pec.it)
Sindaco Comune Sperlonga: (protocollo@pec.comune.sperlonga.lt.it)
Oggetto: Richiesta documentazione relativa agli adeguamenti degli “impianti fognari” ai sensi del delle Norme tecniche del PIANO DI TUTELA DELLE ACQUE della Regione Lazio del 23 novembre 2018, con scadenza 31 dicembre 2021 e 24 novembre 2023, con particolare riferimento a tutti gli impianti nel Golfo di Gaeta
La nostra associazione GolfoVivo ha come obiettivo prioritario la salvaguardia e la tutela dell’ambiente, con particolare riferimento al Golfo di Gaeta.
In questa veste abbiamo esaminato le Norme del PIANO DI TUTELA DELLE ACQUE della Regione Lazio, in cui sono contenute una serie di prescrizioni SCADUTE da attuare negli impianti fognari, come descritto negli art. 31 e 32 che riportiamo di seguito nei punti salienti e in allegato i due articoli completi:
Nell’art. 31 al comma “2” si prevede un piano di adeguamento con scadenza entro il 31 dicembre
2021:
- Art 31 comma 2. Gli scolmatori di piena, posizionati a monte di collettori e impianti di depurazione in grado di accogliere portate di cui ai commi 1 (almeno 5 volte la portata media di refluo in tempo secco), devono essere adeguati entro il 31 dicembre 2021.
Mentre nell’art. 32 al comma “2/d” si prevede un adeguamento degli impianti di depurazione con
scadenza entro il 24 novembre 2023:
- Art. 32 comma 2 d. Nel caso di impianti di depurazione superiori ai 2.000 A. E., e non oggetto di ampliamento e/o modifica strutturale, cui affluiscono reti di fognatura unitaria mista si dovrà garantire un trattamento secondario e/o terziario per una portata pari almeno 2 volte la portata media giornaliera di tempo secco; mentre per la restante parte si dovrà prevedere un trattamento meccanico (grigliatura) da istallarsi entro cinque anni dall’entrata in vigore della presente disposizione e un trattamento di disinfezione ove tecnicamente possibile.
Essendo entrambi questi termini SCADUTI, e facendo in particolare riferimento all’area marina sensibile del Golfo di Gaeta, si chiede conferma documentata dell’avvenuto adeguamento degli impianti.
Tali adeguamenti garantiscono un beneficio ambientale, che diventa particolarmente importante in una area marina a ridotto scambio idrico come quella sensibile del Golfo di Gaeta, a nostro parere questa caratteristica ambientale avrebbe dovuto dare carattere di precedenza agli adeguamenti di tutti gli impianti fognari che interessano l’Area Sensibile del Golfo di Gaeta.
La documentazione tecnica a supporto della risposta può essere inviata a questo indirizzo. Restiamo a disposizione per ogni eventuale chiarimento.
Cordiali saluti 15/10/2024
Presidente GolfoVivo Segretario GolfoVivo
Giovanni Castorina Luigi Ticconi
In allegato:
Art. 31 (Scolmatori di piena)
- Gli scolmatori di piena di reti fognanti di tipo misto e di reti esclusivamente pluviali, devono essere dimensionati in modo tale che le portate di supero, sversate direttamente nei corpi idrici ricettori, abbiano caratteristiche compatibili con quelle del ricettore e con gli usi, in atto o previsti, dello stesso. La taratura dello scolmatore deve consentire la deviazione dei reflui quando le portate in tempo di pioggia superano di almeno 5 volte la portata di acque nere media in tempo secco. Per portata di acque nere media in tempo secco, deve intendersi il volume dei reflui urbani effettivamente recapitati nella rete fognaria dal bacino di utenza dell’impianto di depurazione ed è calcolata sulla base dell’utenza servita (numero abitanti equivalenti), della dotazione idrica, fissata in 250 litri/abitante x giorno, e del coefficiente di restituzione in fogna, fissato in almeno 0,8. E’ vietato il recapito diretto delle acque di scolmo in corpi idrici lacustri, salvo l’impossibilità di tecniche alternative.
- Gli scolmatori di piena, posizionati a monte di collettori e impianti di depurazione in grado di accogliere portate di cui ai commi 1 (almeno 5 volte la portata media di refluo in tempo secco), devono essere adeguati entro il 31 dicembre 2021.
- Qualora collettori e impianto di depurazione non siano in grado di ricevere la maggior portata di cui al comma 1, gli enti di governo dell’ambito aggiornano il Piano d’ambito, prevedendo prioritariamente una delle seguenti soluzioni o altri sistemi equivalenti:
- l’adeguamento del sistema di collettamento e depurazione e dello scolmatore come previsto al
comma 1;
- la realizzazione di un sistema di trattamento naturale in sito, in grado di ridurre il carico inquinante veicolato dallo sfioratore e renderlo compatibile con il raggiungimento dell’obiettivo di qualità previsto nel primo corpo idrico significativo, posto a valle dello scarico dello sfioratore.
- Nelle zone di nuova urbanizzazione e nei rifacimenti di quelle preesistenti, salvo ragioni tecniche, economiche ed ambientali, si deve prevedere il sistema di rete fognaria delle acque nere separato dal sistema di raccolta delle acque meteoriche. In tal caso deve essere previsto l’avvio delle acque di prima pioggia nella rete nera se compatibile con il sistema di depurazione adottato, o il trattamento in sito mediante sistemi di depurazione naturale.
- In alternativa alle reti separate, nelle zone di nuova urbanizzazione e in quelle oggetto di interventi di ristrutturazione, i comuni, in accordo con il gestore del servizio idrico integrato e con la Regione, promuovono la sperimentazione di nuove soluzioni tecniche di run-off idonee a ridurre gli effetti della eccessiva impermeabilizzazione della superficie urbana e di gestione dei deflussi urbani, definite Urban Drainage Best Management Practice (BMP) e Sustainable Urban Drainage System (SUDS).
Art. 32 (Dimensionamento degli impianti di trattamento di acque reflue urbane)
- Il dimensionamento dei nuovi impianti e l’adeguamento degli esistenti dovrà tener conto della portata idraulica e del carico inquinante da trattare in ingresso all’impianto, valutati sulla base dei dati storici messi a disposizione dal gestore.
- In relazione alla tipologia delle reti fognarie dell’agglomerato influente, il dimensionamento degli
impianti di depurazione dovrà essere effettuato con le seguenti modalità:
- nel caso di impianti di depurazione superiori ai 2.000 A.E., che verranno realizzati o ampliati o modificati strutturalmente dopo l’entrata in vigore della presente disposizione, cui affluiscono reti di fognatura nera il dimensionamento delle fasi di trattamento è di norma effettuato tenendo conto delle portate medie e di punta afferenti all’impianto;
- nel caso di impianti di depurazione superiori ai 2.000 A. E., che vengono realizzati o ampliati o modificati strutturalmente dopo l’entrata in vigore della presente disposizione, cui affluiscono reti di fognatura unitaria mista deve essere previsto, a monte dell’impianto, un manufatto sfioratore di piena dimensionato in modo che lo sfioro abbia inizio ad una portata pari almeno cinque volte la portata media giornaliera in tempo secco;
- nel caso di impianti di depurazione superiore ai 2.000 A.E., che verranno realizzati o ampliati o modificati strutturalmente dopo l’entrata in vigore della presente disposizione, cui affluiscono reti di fognatura unitaria mista si dovrà garantire una grigliatura per la portata derivata dallo sfioratore in testa all’impianto, ossia pari a 5 volte la portata media giornaliera di tempo secco; un trattamento secondario e/o terziario per una portata pari almeno a 2 volte la portata media giornaliera di tempo secco; mentre la restante parte (pari al più a 3 volte la portata media giornaliera di tempo secco) si dovrà prevedere un trattamento primario e di disinfezione.
Il rispetto dei limiti allo scarico dovrà essere verificato dall’Ente competente nell’unico punto finale di scarico dell’impianto, a monte dell’immissione nel corpo ricettore finale, dove confluiranno le acque in ingresso all’impianto di depurazione dopo il trattamento avvenuto secondo le modalità di cui al periodo precedente;
- nel caso di impianti di depurazione superiori ai 2.000 A. E., e non oggetto di ampliamento e/o modifica strutturale, cui affluiscono reti di fognatura unitaria mista si dovrà garantire un trattamento secondario e/o terziario per una portata pari almeno 2 volte la portata media giornaliera di tempo secco; mentre per la restante parte si dovrà prevedere un trattamento meccanico (grigliatura) da istallarsi entro cinque anni dall’entrata in vigore della presente disposizione e un trattamento di disinfezione ove tecnicamente possibile.
Il rispetto dei limiti allo scarico dovrà essere verificato dall’ente competente nell’unico punto finale di scarico dell’impianto, a monte dell’immissione nel corpo ricettore finale, dove confluiranno le acque in ingresso all’impianto di depurazione dopo il trattamento avvenuto secondo le modalità di cui al periodo precedente;
- nel caso di impianti di potenzialità inferiore a 2.000 A.E. o a servizi di agglomerati a forte fluttuazione stagionale o di agglomerati serviti da rete in parte unitaria mista e in parte separata, si possono adottare diversi e motivati criteri di dimensionamento.
- Per la verifica della qualità delle acque di scarico degli impianti di depurazione cui affluiscono reti di fognatura unitaria mista non devono essere presi in considerazione valori estremi se essi sono il risultato di situazioni eccezionali come quelle dovute a piogge abbondanti, che determinano portate superiori a quella massima autorizzata nell’impianto.”